domenica 28 agosto 2016

L'aperitivo della Domenica

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Lamponi freschi selvaggi. Questo kir talebano si fa con del succo di lampone lavorato con zucchero e alcol nello stesso luogo di cui parlo nel post precedente. Si fa nel senso che me lo sono fatto, mentre loro lo servono a fine pasto con il limoncello maison, ma secondo me è più interessante all'aperitivo, unito ad uno spumantino senza pretese, basta che sia abbastanza secco da compensare la dolcezza del succo di lampone selvaggio. L'acidità non manca, così come l'effetto pesce rosso in acquario dopo averne bevuti sei in altura, bolle comprese.

Essendo il faro collocato in zona sismica non posso rimanere indifferente alle sollecitazioni mediatiche, che in questi giorni convergono sul fatto in maniere assai disparate. Per esempio ricordando che gli animali lo sentono prima il terremoto. Tra questi, i pesci rossi nell'acquario sarebbero i più rapidi a percepire il pericolo. Accidenti, se l'acquario va in pezzi ...  Quindi meglio munirsi del soprammobile con pesci rossi, con un accortezza. Tenere accesa la luce dell'acquario e metterlo sul comodino, perché di solito succede di notte.

Ma questo è anche un blog musicale, molto meno che in passato per via della latitanza dei contributori più esperti,  ma qui, per oggi, qualcosa si può dire anche su questo tema, cogliendo un input irrinunciabile dal web; quindi non resta da ricordare che anche Bruce Springsteen canterà a favore dei terremotati, ma ad affacciarsi nel momento della ricostruzione saranno altri i Boss.

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sabato 27 agosto 2016

Le Raviore : il piatto che non conoscete ancora vale già il viaggio


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Eh, si,  queste "raviore" valgono il viaggio. Eccome! E pensare che sembrava una giornata sbagliata. E' bastato invece virare di qualche grado sotto i 32 soleggiati della costa per trovare una vera e propria delizia fuori dagli umori lunatici, a mezza montagna.

Dopo la scottatura di Mendatica mi fidavo poco, ma non sono stati pochi gli indizi a portarmi finalmente qui, fino a questo Rododendro, un nome, un'insegna che per chi percorse anni fa la stradina che sale a Boves fa ancora venire i brividi. 

Ah, le sfogliatine della Barale ... Ah, le RAVIORE della famiglia Cordeglio. Anche qui, due donne in cucina, due donne al comando della cucina, ma pure in sala, tutto in famiglia, governata però da Marco Marco, due volte, lì a spiegare almeno due volte il come ed il perché. 

Perché salire fin qui. 150 chilometri andata e ritorno dal faro e senza uscire dai margini della provincia. Provinciali sprovincializzati.


Il come è abbastanza raro; nel senso che in questo ripieno entrano dalle 17 alle 20 erbe spontanee : a crudo, come l'ombelico di Venere. Normalmente i ripieni a crudo non sono i migliori, mentre questo, dosato stagionalmente con la bilancina da farmacista fa saltare gli schemi.

L'erba amara in evidenza, mentre le altre portano nomi e cognomi sconosciuti altrove : " samprei, gea, spinassu, scarola, buraxi, autriga, menta, erba amara, erba Luisa, erba pera, menta, menta, menta ... erba Maria,  feuie de rava, de lampara, cantagalleti, erba gianca, cresiun ... 

Veyrat - Bras : i cuochi camminatori e talebani tornano in mente. Nel senso di dare un benedetto senso al viaggio. Questa roba non si può mangiare se non dai cuochi o cuoche "randonneur". Quel che mangiano gli animali sono buoni anche per gli umani. Qui sicuramente si.


L'erba amara, che dona una persistenza unica. L'involucro, chiuso con solo un pizzicotto deciso, pressando i bordi di una pasta che sta insieme -per sicurezza- con un solo uovo per non importa quanto impasto; sta insieme, si chiude al meglio e non si rompe in bollitura. 

Un filo d'olio ed altre erbe intorno. Magari del burro e salvia, perché no. Ma non metterei mai del formaggio sopra a questo capolavoro della cucina bianca del comprensorio di Mendatica e Montegrosso Pian Latte. E mai e poi mai un sugo. Di nessuna natura o specie. 


La domanda sorge spontanea. ma perché dovrei salire fino a qui? Per più di un motivo, perché non saranno solo le Raviore ad indicare la strada. La cucina bianca ha un indirizzo ben preciso a 45 minuti da Imperia.












Carta vini con bottiglie di rilievo a prezzi di realizzo

Identificazione e cura del dettaglio

Il pan fritto all'erba cipollina

Zucchine, zucchine, zucchine in diverse forme. La stagione dice questo, e va ascoltata. E pomodoro, menta, basilico, cipolla, aglio di Vessalico, patate bianche e  viola (piantate qui) e infine ecco il goloso coniglio fritto su insalate amare.

Le raviore, cos'altro?

Questo per esempio. Patate e porri governano questa piccola meraviglia


E il coniglio a rimetterci sempre la pelle nell'entroterra. Questo però migliorabile.

Quel bruss in mezzo ha il suo perché, mentre gli altri seguono diligentemente le vie dei pascoli e degli alpeggi marittimi. Plus per le composte.

Dopo le "raviore" e quelle mezzelune di patate e porri, il terzo segreto del Santuario gastronomico talebano di Montegrosso Pian Latte si nasconde nel guscio di una castagna. Cialdina con  gelato di castagna al rum. Panna cotta al limone e creme caramel da lacrimuccia


Quando chiedo a lamentosi amministratori e ristoratori dell'entroterra.
Ma perché i turisti dovrebbero salire fin su da voi?
Venite qui e capirete perché qualcuno non vede nessuno e altri invece ...




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venerdì 26 agosto 2016

Agrapart & Fils Champagne Minéral 2003

Più anni dal dègorgement (ottobre 2008), che sur lattes, più tempo sotto i riflettori incandescenti del Lafayette Gourmet della Ville Lumière, che à l'abri de la lumière, nella mia cantina. Stanato tre anni fa, insieme alla sorellina rosè s.a. – Les Demoiselles - le cui gesta sono, ormai, storia e “passate in giudicato”.




Agrapart significa connubio inscindibile con la Côte des Blancs, e il suo vitigno di elezione, lo Chardonnay. Nel caso di specie, con dosaggio extra brut, in un’annata nella quale ben pochi si sono avventurati, vista la canicule.
Comunque, tranquillo, Pascal, il caldo, non lo ha imbottigliato.

La purezza assoluta della bacca bianca, arriva da vecchi vigneti (40 anni) Grand Cru di Avize e Cramant, fermentazione metà acciaio, metà fûts de chêne, malò svolta, oltre 4 anni sui lieviti e rémuage manuale.

Un naso, di gran verticalità, che parte col silenziatore e un filo sonnacchioso, per abbandonare, abbastanza velocemente, la fase interlocutoria e distendersi, toccando punte di alta espressività aromatica e dimostrandosi trés gourmand.

Si passa da aromi di pasticceria burrosa, alla pasta di mandorla, dalla frutta secca, anche grigliata, a leggeri accenni floreali, dal limone confit, alla Granny Smith, con leggeri tocchi vanigliati. Una trama davvero viva, spalleggiata da un solidissimo impianto sapido-gessoso, al cui interno, la pierre à fusil trova piena attuazione.

Una bocca tonica e materica conferma, senza soluzione di continuità, l’intera estensione olfattiva, mentre l’intensità aromatica, in tenace sviluppo, rimanda anche a sensazioni mature e oxyd, senza che freschezza ed equilibrio vengano sbreccate.
Bollicina sottile ed armonica, per sorsi cristallini e penetranti, espressione di quel terroir minerale che solo la Costa dei Bianchi regala.
Palato in loop, in virtù dell'elegante salinità iodata e della energica falaise crayeuse

giovedì 25 agosto 2016

Hardy's. Quando la birra vale il prezzo di un vino


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Millesimate, numerate, ben pagate. Che soddisfazione però. Allora si, allora una birra può pretendere il prezzo di un buon vino, perfino ottimo, come queste 2015 che ricordano un vecchio Sauternes, o come l'altra,  una 2006 che addirittura ti fa viaggiare il cervello ormai brasato verso un PX, che stavolta non è una Vespa ma un antico Pedrito andaluso. Il pacchetto da viaggio vale qualche decina di euro,  li vale tutti. Pronto all'imbarco. 

Non me ne frega un cz di informarmi su come, cosa, chi, quando e perché. Non faccio il giornalista. Il bicchiere che le contiene le contiene a malapena per l'emozione. Freme il vetro.  Chi me le ha vendute ne sa sicuramente più di me, con la differenza chiara che non beve birre chiare o scure di questo peso, incombenza che mi prendo, per capire. 

Devi fare passare attraverso il tuo corpo un prodotto per capire che senso abbia. L'effetto che fa. Dopo i 50 puoi fare quel che vuoi del tuo corpo, tanto ormai è andato. Mai mettersi nelle mani di un chirurgo, sei benissimo in grado di farti del male da solo e alzare la gradazione dell'etere come ti pare.

Anche lassù, nel Devon devono averlo capito da tempo i saggi pronipoti di chi alzò i Dolmen. Facciamo della birra e smettiamola con lo chardonnay e i pudding. Contro indicazioni: ci vogliono 24 ore per recuperare una condizione cosìddetta normale, e un po' di base ce l'ho.

Antidepressiva, leggermente lassativa, dormiente, latente e potente. E' la birra del bevitore di vino e di cocktail, di distillati e di ogni forma di alcol nobile o periferico. Sono come i Martini queste birre: una è poco, due sembrano poche. Tre ti stendono e ti fanno fare bei sogni sistemandoti  i piedi al posto della testa.

Si comincia leggeri e poi si pesta di brutto




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Vecchie storie, birre de paura : "Prodotta per la prima volta nel 1968, la Thomas Hardy’s Ale è un barley wine, un “vino d’orzo” prodotto una sola volta l’anno, millesimato e a tiratura limitata. Diventato rapidamente un’icona tra le birre, si è trasformato in leggenda con la sua repentina scomparsa. Ora, la leggenda è tornata…"

martedì 23 agosto 2016

Togli i Creedence e metti su i BTO



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Prima il video, per forza, perche questi le sanno suonare.



Se ti rendi conto di non poter più tornare indietro sarà meglio correre in avanti? No, aspetta, non mi rassegno, perché c'era del buono e dell'ottimo anche negli anni meno beceri degli '80 . I '70 dei BTO. E volendo se ne può trovare ancora parecchio. Accendiamo il calcolatore a valvole numeriche e saliamo sulla Vespa, sempre in due e senza casco.

Nel look e nei modi suggeritimi da mario e zum dai gelidi schermi digitali di Passione Gourmet mi manca una giacchetta come questa di Randy Bachman. Me la caverò spazzolando il giubottino di renna, se no ... ma guarda qui che c'è nel mio armadio in laminato. Aspetta che accendo la luce che qui è tutto buio; la luce del p.c. non basta. Non avessi i tasti retroilluminati come farei.

Ah, eccoli. C'è il bomber e perfino il Barracuda. Il Barracuda !?! Farà freddino in Vespa, un cardigan con le finiture bicolori sarà meglio tirarlo fuori dalla nafatalina. Il Casio digitale da polso dove l'avrò messo? E' li li nel cassetto della scrivania in formica, eccolo, con il Seiko e la calcolatrice Texas Instrument, quella che uso ancor oggi per le fatture. Due biglie di plastica con dentro Ocana e Fuente.

Ho lucidato la Vespa, fatto il pieno di miscela, cambiato le lenti dei Lozza (fotocromatiche ma non da vista), stirato i Levi's con la riga, indossato la Lacoste bianca con il colletto alla marinara e calzato  i Camperos invece delle College, i Camperos con la barretta di metallo al tacco, per battere il tempo dei BTO e allontanarmi da questo, pieno di cover. Un colpo di pettine, la riga da una parte, sempre dalla stessa, all'opposizione.

Devo solo trovare una discoteca aperta dalle 15 del sabato pomeriggio perché la sera, alle 19 devo andare a mangiare la pizza con la ragazzina dopo che si sarà ricomposta quei capelli stile Farrah Fawcett (il casco è obbligatorio solo dalla coiffeuse) e dopo portarla al cinema a rivedere La Febbre del Sabato sera, di sabato, e la domenica mattina si va tutti a fare colazione in pasticceria.

Fermi. Blocca tutto. Sorridete.  Click. E' una Polaroid : tra pochi istanti avrete già la foto stampata.

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lunedì 22 agosto 2016

"E con tanto di ego da nerd, chiuso al riparo nella sua cameretta. A leggerlo, gdf sarà rimasto davvero fermo ai primi anni duemila." firmato mario su Passione Gourmet


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Curioso questo oggetto, questo packaging -contenuto e contenitore- che ho trovato nella zona food di un supermarket qui sotto il faro dove mi reco giornalmente assolutamente da solo, onde evitare di essere criticato da qualcuno per via del mio look retrò, occhiali Lozza compresi.

Lascio con timore la mia buia cameretta con tre finestre vista mare ma non certo il mio EGO, quello che mi ha consentito di sviluppare non meno di una decina di spazi web food and wine di discreto o buon successo dal 2007. Lascio tutte queste sicurezze e mi dedico a questa scatoletta di plastica, dove ci sono dentro dei piccoli e dolci pomodori.

Quale potrebbe essere il senso di questo contenuto e contenitore? Non lo so, ma siccome sono curioso me lo chiedo. No, non lo chiedo ad altri, se no che nerd solitario sarei, quello che si fa masturbazioni mentali davanti al p.c.  e che paga l'affitto del faro con quanto riesce a spremere economicamente da questo strumento da parecchi anni ormai, almeno dal 2010, dopo aver abbandonati a se stessi i rami secchi.

Cerco di non pensare a mario, non riuscendo neppure ad immaginarmelo ripiegato in un angolo della sua buia cameretta -tutti ne abbiamo una- distraendomi su questa curiosa confezione, che si apre e si chiude, e anche in maniera sdoppiata.

Essendo a due passi dalla spiaggia, immagino che questo prodotto possa incontrare un pubblico salutista da ombrellone.

Si, ti sciacqui dai coglioni e nel contempo sciacqui i pomodorini sotto la doccia direttamente dentro la confezione e poi ti mangi 100 o 200 grammi di pomodorini come fossero ciliegie, e senza neppure la rottura del nocciolo. Pensa che freschezza, che presa di vitamine, di idratazione a basso valore calorico. Perfetto per la spiaggia.

Peccato per la forma del contenitore, o forse no, ci devo pensare, perché visto da vuoto sembra proprio un piccolo bidoncino per l'immondizia, quello per l'umido.

Ma forse è proprio quello lo scopo. Una volta svuotato il contenitore dai prodotti edibili ci si potranno introdurre gli scarti umidi, e vederli in trasparenza prima di buttarli.



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domenica 21 agosto 2016

Airole


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U Veciu Defisiu, ovvero il vecchio frantoio, che insieme alla verticale di roccia detta A Trincea -dove si produce il vino Roccese- rappresentano il doppio impegno per chi non si ferma alle apparenze, chi si limita a percorrere pedestremente in auto o in moto la statale del Colle di Tenda senza fare una pausa di riflessione sulla gastronomia locale messa nel piatto senza troppe varianti dal valico. Oltre a ciò non bisogna perdere i vini locali, quelli della Trincea dei Masala e quelli delle vallate limitrofe, che contribuiscono a sopire la sete di una augusta giornata torrida.



Inciso su ardesia


Il tortino di zucchine, zucchine, zucchine ...


Dal forno e dalla friggitrice, sono ben otto gli intrattenimenti da aperitivo


Niente male, bello fresco

Un imprevisto dedicato a chi proprio non ce la fa a mangiare la carne : un ben riuscito cartoccio di branzino con zucchine trombetta ed erbe aromatiche

Raviolini di borragine, rigorosamente al burro e salvia

Coniglio alle olive

E anche questo agosto se ne sta andando


Airole, bandiera arancio del T.C.I.
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