lunedì 3 dicembre 2012

L'opinion leader ( rroba non tagliata )


- del gene del faro -

Messo alle strette e costretto all’angolo dall’opinionista, dall’opinion maker e dall’opinion markett, l’opinion leader si sentì per un lungo momento molto meno leader di quel che pensasse. La certezza di identità dell'opinion leader cominciò a vacillare di fronte al confronto con i suoi simili, innanzitutto perché se sei leader dovresti essere leader e non uno dei tanti, almeno così stanno le cose se osservate dal punto di vista dell’opinion reader, che non sarà ne' opinion ne' leader, ma neppure opinion lader. Se poi è un opinion non leader a lesionare il carisma dell’opinion leader apriti cielo. La crisi scoppia.

Ma vediamo di sviscerare i ruoli prima di esporre il concetto. L’opinionista è uno che esprime opinioni su un argomento che conosce bene: le espone e le commenta sui mezzi di comunicazione che gli vengono messi a disposizione. Quando invece comincia a commentare e pontificare anche su argomenti che conosce vagamente passa di ruolo e ce lo siamo giocato, perché diventa tuttologo.

L’opinion leader lo sappiamo cos’è. Una figura astratta che dovrebbe essere in grado di trascinare le folle dietro al suo fascino e all’allure di cui si circonda, assecondato dalla gente per ciò che esprime: parole, concetti, stile di vita, abbigliamento, accessori, auto… ecc

L’opinion maker produce opinioni e le offre ad un editore che lo paga per questo. Normalmente è un giornalista stipendiato. Anche l’opinion markett il più delle volte è un giornalista, ma oltre che dal suo datore di lavoro prende compensi e generi di conforto anche da chi è oggetto della sua ottimistica ed entusiastica opinion.

L’opinion reader, lo dice la parola stessa, non ha opinioni -lui non ne sa un belino di come va il mondo- e quindi legge quelle degli altri, ma come dicevo più su, è comunque meglio dell’opinion lader, che non necessità di definizioni ulteriori credo.

Nel faccia a faccia tra i diversi opinion leader in crisi  di identità emerse un malessere dovuto al fatto uno o più opinion non leader erano probabilmente più stimati e apprezzati dei presunti leader dal pubblico non pagante,  e sotterraneamente odiati per le loro idee ma pubblicamente apprezzati e stimati dagli stessi leader, costretti loro malgrado a rilevarne l’evidenza.

Questo disagio si accentuò quando un paio di opinion leader chiesero ad un opinion più leader di loro di intervenire su un opinion non leader perché placasse i suoi pensieri, riconducendoli a più pragmatici intenti, infatti la cosa li infastidiva al punto da render meno liscia la superficie della loro pelle. Pruriti e orticaria erano i primi sintomi visibili, quindi meglio cercare di arginare in maniera diplomatica l’opinione di un opinion non leader ma evidentemente più che un leader per loro stessi.

L’opinion non leader se la rise, capendo di aver ri-colto nel segno, e perché così facendo aveva ottenuto il riconoscimento pubblico del ruolo di stimato leader anarchico dell’opposizione del governo democratico degli opinion leader.


- gdf -



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